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In questa sezione si può tenere traccia dei progressi del progetto nel raggiungimento di ciascuno dei suoi obiettivi.
Clicca sul primo obiettivo per scoprire di più sulle fasi già svolte e quelle attualmente in implementazione!

INDIVIDUARE

I FATTORI RILEVANTI ALLA DEFINIZIONE DI PROFILI DI ADESIONE AGLI SCREENING ONCOLOGICI

REALIZZARE

REALIZZARE MODELLI DI COMUNICAZIONE EFFICACI ATTRAVERSO MESSAGGI TAILORED PER LA PROMOZIONE DEGLI SCREENING ONCOLOGICI

ATTIVARE

ATTIVARE PERCORSI FORMATIVI SUL COUNSELLING MOTIVAZIONALE BREVE PER MEDICI E OPERATORI

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OBIETTIVO 1: INDIVIDUARE I FATTORI RILEVANTI ALLA DEFINIZIONE DI PROFILI DI ADESIONE AGLI SCREENING ONCOLOGICI

FASE 1 – ANALISI DELLA LETTERATURA

La prima fase del progetto Miriade si è soffermata sullo studio della letteratura scientifica esistente sul tema miratamente a due aspetti:

Studio della letteratura nazionale e internazionale volta a comprendere i modelli teorici e i costrutti psicosociali che spiegano i processi che sottendono l’adesione alle pratiche di screening per il colon retto, il tumore al seno e la cervice uterina. I ricercatori hanno costruito una systematic review atta a mettere in luce i modelli, a partire dagli studi condotti negli ultimi cinque anni, i modelli teorici e i costrutti maggiormente utilizzati per spiegare la partecipazione alle pratiche di screening.

Studio della letteratura nazionale e internazionale volta a comprendere i fattori che promuovono la partecipazione alle pratiche di screening per il colon-retto, cervice uterina e tumore al seno. Anche in questo caso i ricercatori hanno costruito una systematic review relativa agli studi internazionali degli ultimi 5 anni che hanno messo in luce quali siano i principali fattori di promozione e/o di ostacolo alla partecipazione agli screening oncologici.

FASE 2 – COSTRUZIONE DELLA COMMITTENZA ED ESPLORAZIONE EMPIRICA DELLA CULTURA LOCALE

La seconda fase del progetto Miriade si è soffermata sull’esplorazione della cultura locale entro la quale le
pratiche di screening vengono costruite, pensate e organizzate.

In primis, al fine di costruire la committenza della domanda posta dalla regione Campania, si è proceduto con la somministrazione di una griglia narrativa di intervista volta ad ascoltare l’esperienza soggettiva e i punti di vista degli operatori sanitari, quali key expert (referenti screening, ostetriche, ginecologi, radiologi etc) che ogni giorno vivificano e portano avanti le pratiche screening entro la relazione sanitaria con i cittadini. Tale fase, sfociata in una pubblicazione, ha permesso di approfondire i vincoli e le risorse che gli stessi operatori evidenziano nelle loro partiche e soprattutto le azioni e le traiettorie di sviluppo che, secondo la loro prospettiva privilegiata, possono sostenere la partecipazione attiva dei cittadini e mettere al centro la relazione sanitaria. Rispetto a quanto è emerso, puoi consultare i video di sintesi che abbiamo realizzato. Li trovi qui al lato!

Parallelamente si è proceduto con la somministrazione di interviste narrative rivolte ai cittadini e alle cittadine che effettuano regolarmente screening presso le asl della regione Campania. Da un punto di vista di ricerca ciò ha permesso, da un lato, di esplorare le esperienze soggettive, i fattori e i processi psicologici e psicosociali che fondano la loro partecipazione attiva (engagement) alle pratiche di screening. Il lavoro di ricerca che ne è derivato è attualmente è in fase di submission, ma è già possibile consultare i video che ne sintetizza i principali risultati. Li trovi qui al lato!

Inoltre, nell’ambito di questa fase abbiamo anche avuto modo di mettere in luce le emozioni, spesso negative, che organizzano il rapporto tra l’individuo e le pratiche di screening sia prima di effettuare l’esame diagnostico che durante l’esame e nell’attesa dei risultati. Tale lavoro, con un focus privilegiato sulle donne che effettuano screening per il tumore al seno, è in submission, ma è possibile consultare i video contenenti delle utili TIPS sui modi con i quali le donne gestiscono la paura dello screening. Li trovi qui al lato!

FASE 3 – MODELIZZAZIONE DEI PROCESSI INDIVIDUALI DI ADESIONE AGLI SCREENING ONCOLOGICI: COSTRUZIONE BATTERIE TESTOLOGICHE E PILOT STUDY

L’analisi della letteratura di riferimento condotta nelle fasi precedenti e trasversalmente a tutto lo svolgimento del progetto ha informato una prima ipotesi di modellizzazione dei processi che, a livello individuale, potrebbero condurre alla adesione – o meno – ai programmi di screening per il tumore del colon-retto, della mammella e della cervice uterina. Con queste direttrici in mente sono state avviate delle prime raccolte dati mediante questionari digitali volte a costruire un primo dataset grazie al quale verificare l’efficacia statistica di questi modelli ipotizzati nella popolazione target dei tre screening.

Il primo studio pilota, prendendo le mosse dalla Teoria del Comportamento Pianificato (TPB; Ajzen, 1991), ha avuto l’obiettivo di testare l’efficacia di un modello psicosociale integrato nel predire l’adesione allo screening colorettale. In particolare, il modello teorico ha incluso variabili socio-cognitive come gli atteggiamenti verso lo screening, le norme sociali, la pianificazione, l’identità personale e il rischio percepito. I risultati hanno confermato l’efficacia del modello e sono condensati in un articolo internazionale.

Alla luce dei risultati ottenuti dal primo studio pilota, si è proceduto ad una estensione di questo stesso modello già validato per lo screening colorettale anche a quelli mammografico e cervicale, procurandosi di cogliere possibili peculiarità relative nello specifico a questi processi di adesione (secondo studio pilota). I risultati hanno confermato la capacità predittiva del modello ipotizzato anche nel contesto degli screening femminili. Anche in questo caso è stato prodotto un articolo internazionale.

Parallelamente, al fine di approfondire la comprensione delle variabili psico-sociali che possono svolgere un ruolo chiave nel plasmare l’intenzione di sottoporsi agli screening oncologici, il team di ricerca si è proposto di costruire e validare una scala di misura delle motivazioni specificamente adatta a questo comportamento, un’area carente nella letteratura esistente. Questo lavoro ha avuto tre obiettivi principali: i) cogliere le molteplici dimensioni della motivazione a sottoporsi agli screening, non catturate dal modello precedentemente ipotizzato (e dalla letteratura esistente); ii) integrare queste nuove dimensioni motivazionali nel modello teorico di riferimento; iii) informare la creazione di profili di adesione agli screening oncologici che considerino sia le variabili del modello TPB che le nuove dimensioni motivazionali. Attualmente, il lavoro è completato e sottomesso ad una rivista internazionale.

Infine, è in attivo un terzo studio pilota per testare una integrazione del modello che si apra alla valutazione del ruolo di variabili di natura psicologico-clinica (es. ansia per la salute, rapporto con il corpo, regolazione emozionale) nella spiegazione del fenomeno di adesione allo screening colorettale. Il lavoro è attualmente in fase di submission a una rivista internazionale.

OBIETTIVO 2: REALIZZARE MODELLI DI COMUNICAZIONE EFFICACI ATTRAVERSO MESSAGGI TAILORED PER LA PROMOZIONE DEGLI SCREENING ONCOLOGICI

FASE 1 – RICERCA BIBLIOGRAFICA SU MESSAGGI TAILORED APPLICATI AGLI SCREENING

Prima della progettazione e implementazione dello studio sperimentale, è stata condotta un’approfondita analisi della letteratura psicosociale riguardante l’efficacia degli interventi comunicativi per la promozione degli screening oncologici basati su approcci tailored. Questo lavoro ha portato all’elaborazione di una systematic review sul tema (l’articolo scientifico è attualmente in fase di submission a una rivista internazionale). L’obiettivo principale della review è stato quello di valutare l’efficacia degli interventi comunicativi tailored rispetto a quelli non tailored nel favorire l’intenzione e il comportamento di adesione agli screening oncologici. Sebbene i risultati siano stati eterogenei, la revisione evidenzia che gli interventi basati su teorie del cambiamento comportamentale, che utilizzano molteplici canali (ad esempio, quelli digitali e il counseling telefonico), che si propongono sia di modificare eventuali credenze erronee (ad esempio, la credenza che l’esame di screening sia doloroso) che di far leva su alcune caratteristiche individuali chiave (ad esempio, le motivazioni individuali), si dimostrano i più promettenti.

FASE 2 – INDIVIDUAZIONE DELLA BATTERIA TESTOLOGIA DA SOMMINISTRARE – RIDUZIONE DEGLI ITEM (FASE STATISTICA) A PARTIRE DAI TEST PILOTA

Definiti i fondamenti teorici per la progettazione dello studio sperimentale, è stato avviato il processo di adattamento della batteria testologica a partire dai risultati ottenuti negli studi pilota. Per ottimizzare l’efficacia e la fruibilità del questionario finale, è stata applicata la tecnica della Item Response Theory (IRT), con l’obiettivo di selezionare gli item più rappresentativi di ciascuna scala psicologica. Questo approccio ha consentito di ottenere una versione ridotta e ottimizzata delle scale da includere nel questionario finale, garantendo al contempo la robustezza delle misure e la riduzione del carico cognitivo per i partecipanti.

FASE 3 – FORMULAZIONE DELLO STUDIO SPERIMENTALE, DESCRIZIONE DEI MESSAGGI TAILORED SOMMINISTRATI – COINVOLGIMENTO DELLA SOCIETÀ ASTRA RICERCHE PER LA REALIZZAZIONE DEL CAMPIONAMENTO

Una volta definita la batteria testologica da somministrare, la progettazione e implementazione dello studio sperimentale è stata articolata in cinque sotto-fasi principali:

Somministrazione della batteria testologica (T0): Sono stati sviluppati tre questionari distinti, ciascuno specificamente rivolto a una delle tre popolazioni target degli screening oncologici. Il campionamento è stato effettuato secondo una procedura a scelta ragionata per quote, stratificata in base a caratteristiche demografiche quali genere, età e ASL di riferimento. La raccolta dati, condotta dalla società Astra Ricerche tra Aprile e Giugno 2024, ha coinvolto complessivamente 4.346 partecipanti.

Individuazione dei sottogruppi nella popolazione eleggibile: I dati raccolti al T0 sono stati analizzati utilizzando la tecnica di clustering Reduced k-means, al fine di identificare sottogruppi omogenei in ciascuna delle tre popolazioni target, basati su caratteristiche psicologiche. Questo processo ha permesso di definire profili specifici di adesione.

Formulazione dei messaggi persuasivi: Sulla base dei profili psicologici emersi dall’analisi, sono stati costruiti messaggi persuasivi specifici per ciascun profilo e per ciascuno dei tre screening. In particolare, i profili sono serviti per costruire messaggi targeted, finalizzati a far leva sulle variabili psicosociali più rilevanti del gruppo di appartenenza. Oltre a questi, sono stati costruiti anche messaggi tailored, che, oltre a tener conto del profilo psicologico, integravano la leva motivazionale più rilevante per ciascun individuo. Complessivamente, sono stati realizzati 64 messaggi persuasivi distinti.

Pre-test dei messaggi: Prima della somministrazione finale, i messaggi sono stati pre-testati su un sottogruppo di 100 partecipanti, selezionati dal campione iniziale. Questo processo, curato dalla società Astra Ricerche, ha permesso di valutare comprensibilità, efficacia comunicativa e rilevanza percepita dei messaggi. I risultati hanno richiesto solo modifiche minori.

Implementazione dello studio finale (T1): La fase sperimentale ha previsto la somministrazione di tre questionari distinti, uno per ciascun tipo di screening oncologico. La società Astra Ricerche ha avuto il compito di coinvolgere, a partire dai soggetti reclutati al T0, almeno 300 partecipanti per ciascuno dei tre screening. I partecipanti sono stati assegnati in modo casuale a una delle seguenti condizioni sperimentali:

  • Condizione targeted: messaggio basato sulle caratteristiche del profilo di appartenenza, determinato dai dati raccolti al T0.
  • Condizione tailored: messaggio integrato, che combinava le caratteristiche del profilo con la leva motivazionale più rilevante per ciascun individuo.
  • Condizione di controllo: nessun messaggio persuasivo somministrato.

In questa fase, sono stati coinvolti complessivamente 1.385 partecipanti. 

A conclusione dello studio (fase T1), i partecipanti sono stati ricontattati a distanza di 6 mesi per verificare l’effettiva adesione allo screening (fase T2).

Risultati: Le analisi statistiche hanno consentito di verificare quali tra i messaggi proposti (targeted o tailored) hanno inciso maggiormente sia sull’intenzione di sottoporsi allo screening, sia sull’effettivo comportamento di adesione allo screening. I risultati hanno confermato l’efficacia del modello psicosociale proposto, evidenziando in particolare la superiorità della condizione ‘targeted’. L’approccio focalizzato sulla rimozione delle barriere specifiche del di ciascun profilo psicologico individuato si è rivelato il più efficace nel promuovere il comportamento di screening, dimostrando che far leva sulle specifiche caratteristiche socio-cognitive del profilo assicurare la stretta pertinenza del messaggio sono i fattori determinanti per trasformare l’intenzione in azione.
Questa parte finale della ricerca ha portato all’elaborazione di tre articoli scientifici attualmente in fase di scrittura, dove saranno riportati tutti i risultati di ricerca ottenuti. Inoltre, è in stesura anche il protocollo di intervento che sintetizzerà tutte le attività fatte per la realizzazione di questa fase di ricerca.

 

OBIETTIVO 3: ATTIVARE PERCORSI FORMATIVI SUL COUNSELLING MOTIVAZIONALE BREVE PER MEDICI E OPERATORI SANITARI

Per realizzare il terzo ed ultimo obiettivo del progetto Miriade è stato attivato un corso di formazione rivolto a medici di medicina generale e operatori sanitari, con l’obiettivo di potenziare le competenze comunicative. Questi professionisti in quanto primo punto di contatto con il Servizio Sanitario Nazionale svolgono un ruolo chiave nell’informare e motivare i cittadini a aderire in modo consapevole agli screening oncologici gratuiti offerti dalla Regione Campania.

Il corso di formazione dal titolo “La promozione degli screening oncologici gratuiti della Regione Campania: comunicazione medico-paziente e counselling motivazionale” si fonda sui principi della comunicazione centrata sul paziente e del counselling motivazionale, valorizzando ascolto empatico, relazione di fiducia e decisione condivisa. L’obiettivo è migliorare la qualità della relazione medico-paziente e favorire l’adesione agli screening e ai percorsi diagnostico-terapeutici.

In sintesi, il corso mira a sviluppare competenze comunicative efficaci per:

• rafforzare la relazione terapeutica,
• gestire dubbi e timori degli assistiti,
• informare in modo chiaro sui programmi di screening,
• sostenere un ruolo attivo del paziente nella tutela della propria salute

Il corso ha durata di mezza giornata ed è tenuto dalle docenti afferenti al progetto, esperte di Psicologia della Salute.

Date Previste:
24 gennaio 2026: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Benevento in collaborazione con ASL di Benevento
6 febbraio 2026: ASL Napoli 1 Centro
21 febbraio 2026: ASL Avellino
28 febbraio 2026: ASL Napoli 2 nord
7 marzo 2026: Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Salerno in collaborazione con ASL di Salerno

 

A breve saranno pubblicate le ulteriori date in via di definizione.

FASE 1 – ANALISI DELLA LETTERATURA

La prima fase del progetto Miriade si è soffermata sullo studio della letteratura scientifica esistente sul tema miratamente a due aspetti:

Studio della letteratura nazionale e internazionale volta a comprendere i modelli teorici e i costrutti psicosociali che spiegano i processi che sottendono l’adesione alle pratiche di screening per il colon retto, il tumore al seno e la cervice uterina. I ricercatori hanno costruito una systematic review atta a mettere in luce i modelli, a partire dagli studi condotti negli ultimi cinque anni, i modelli teorici e i costrutti maggiormente utilizzati per spiegare la partecipazione alle pratiche di screening.

Studio della letteratura nazionale e internazionale volta a comprendere i fattori che promuovono la partecipazione alle pratiche di screening per il colon-retto, cervice uterina e tumore al seno. Anche in questo caso i ricercatori hanno costruito una systematic review relativa agli studi internazionali degli ultimi 5 anni che hanno messo in luce quali siano i principali fattori di promozione e/o di ostacolo alla partecipazione agli screening oncologici.

FASE 2 – COSTRUZIONE DELLA COMMITTENZA ED ESPLORAZIONE EMPIRICA DELLA CULTURA LOCALE

La seconda fase del progetto Miriade si è soffermata sull’esplorazione della cultura locale entro la quale le
pratiche di screening vengono costruite, pensate e organizzate.

In primis, al fine di costruire la committenza della domanda posta dalla regione Campania, si è proceduto con la somministrazione di una griglia narrativa di intervista volta ad ascoltare l’esperienza soggettiva e i punti di vista degli operatori sanitari, quali key expert (referenti screening, ostetriche, ginecologi, radiologi etc) che ogni giorno vivificano e portano avanti le pratiche screening entro la relazione sanitaria con i cittadini. Tale fase, sfociata in una pubblicazione, ha permesso di approfondire i vincoli e le risorse che gli stessi operatori evidenziano nelle loro partiche e soprattutto le azioni e le traiettorie di sviluppo che, secondo la loro prospettiva privilegiata, possono sostenere la partecipazione attiva dei cittadini e mettere al centro la relazione sanitaria. Rispetto a quanto è emerso, puoi consultare il video di sintesi che abbiamo realizzato. Lo trovi qui al lato!

Parallelamente si è proceduto con la somministrazione di interviste narrative rivolte ai cittadini e alle cittadine che effettuano regolarmente screening presso le asl della regione Campania. Da un punto di vista di ricerca ciò ha permesso, da un lato, di esplorare le esperienze soggettive, i fattori e i processi psicologici e psicosociali che fondano la loro partecipazione attiva (engagement) alle pratiche di screening. Il lavoro di ricerca che ne è derivato è attualmente è in fase di submission, ma è già possibile consultare il video che ne sintetizza i principali risultati. Lo trovi qui al lato!

Inoltre, nell’ambito di questa fase abbiamo anche avuto modo di mettere in luce le emozioni, spesso negative, che organizzano il rapporto tra l’individuo e le pratiche di screening sia prima di effettuare l’esame diagnostico che durante l’esame e nell’attesa dei risultati. Tale lavoro, con un focus privilegiato sulle donne che effettuano screening per il tumore al seno, è in submission, ma è possibile consultare i video contenenti delle utili TIPS sui modi con i quali le donne gestiscono la paura dello screening. Lo trovi qui al lato!

FASE 3 – MODELIZZAZIONE DEI PROCESSI INDIVIDUALI DI ADESIONE AGLI SCREENING ONCOLOGICI: COSTRUZIONE BATTERIE TESTOLOGICHE e PILOT STUDY

L’analisi della letteratura di riferimento condotta nelle fasi precedenti e trasversalmente a tutto lo svolgimento del progetto ha informato una prima ipotesi di modellizzazione dei processi che, a livello individuale, potrebbero condurre alla adesione – o meno – ai programmi di screening per il tumore del colon-retto, della mammella e della cervice uterina. Con queste direttrici in mente sono state avviate delle prime raccolte dati mediante questionari digitali volte a costruire un primo dataset grazie al quale verificare l’efficacia statistica di questi modelli ipotizzati nella popolazione target dei tre screening.

I risultati del primo studio pilota, incentrato sulla valutazione di un modello psicosociale integrato di adesione allo screening colorettale, hanno confermato la maggioranza delle ipotesi avanzate e sono condensati in un lavoro attualmente in submission.
Parallelamente, si sta procedendo ad una estensione di questo stesso modello già validato per lo screening colorettale anche a quelli mammografico e cervicale, procurandosi di cogliere possibili peculiarità relative nello specifico a questi processi di adesione.
Inoltre, è in attivo un ulteriore studio pilota per testare una integrazione del modello che si apra alla valutazione del ruolo di variabili di natura psicologico-clinica (es. ansia per la salute, il rapporto con il corpo, la regolazione emozionale) nella spiegazione del fenomeno di adesione allo screening colorettale.
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